Progetti del Plesso Infanzia Carducci

Progetto didattico 2019-2020: IO DENTRO, IO FUORI

Progetto di lingua inglese: ENGLISHLAND

Scuola dell’infanzia statale “G. Carducci” Cesena

ANNO SCOLASTICO 2020-2021

IO dentro IO fuori

Norman Rockwell, Autoritratto, 1960

                                                       PREMESSA

“Scopri chi sei e non avere paura di esserlo.”

Mahatma Gandhi

Il rientro a scuola, dopo l’estate e i mesi di lockdown imposti per arginare l’emergenza del C0vid- 19, è stato per tutti pieno di gioia e di voglia di ritrovarsi, di vedere i vecchi amici e di conoscerne di nuovi.

Questo entusiasmo dei bambini ha mitigato un po’ le tante preoccupazioni degli adulti, ed, anche se al momento è consentito solo all’interno della sezione, stare insieme, giocare, condividere momenti di ascolto, i pasti…tutte cose molto semplici, in realtà sono divenute uniche e speciali.

Come team docente, nonostante le tante incognite per le settimane e i mesi a venire, abbiamo sottolineato l’importanza e la priorità ora più che mai di aiutare i bambini a stare bene, a sentirsi bene, a scoprire o riscoprire sé stessi.

Abbiamo ritenuto indispensabile ripartire aiutando i bambini a ritrovare sé, a scoprire la propria identità personale, in questo momento storico così particolare.

Il ben-essere è proprio il punto di riferimento da cui partirà la nostra programmazione che soprattutto nella prima parte avrà come nodo principale per ogni bambino e bambina la scoperta di sé, del proprio io e della propria identità.

Come sempre saranno i bambini con le loro domande, le loro idee e le loro riflessioni a guidare questo viaggio dentro sé stessi che arriverà all’estate.

I bambini stessi indicheranno il cammino che li e ci porterà sicuramente ad allargare il proprio orizzonte, a scoprirsi fratelli, figli, parte di una famiglia, di una sezione, di una scuola.

“La scuola dell’infanzia si pone la finalità di promuovere nei bambini lo sviluppo dell’identità, dell’autonomia, della competenza e li avvia alla cittadinanza”: è proprio questo il percorso delineato dalle indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione e che vogliamo fare nostro.

Leggiamo sempre nelle indicazioni: “Consolidare l’identità significa vivere serenamente tutte le dimensioni del proprio io, stare bene, essere rassicurati nella molteplicità del proprio fare e sentire, sentirsi sicuri in un ambiente sociale allargato, imparare a conoscersi e ad essere riconosciuti come persona unica e irripetibile. Vuol dire sperimentare diversi ruoli e forme di identità: quelle di figlio, alunno, compagno, maschio o femmina, abitante di un territorio, membro di un gruppo, appartenente a una comunità sempre più ampia e plurale, caratterizzata da valori comuni, abitudini, linguaggi, riti, ruoli”. E queste righe racchiudono proprio quanto ci piacerebbe vivere a scuola.

Ma questo percorso va oltre e le indicazioni del curricolo sottolineano: “La scuola dell’infanzia riconosce queste pluralità di elementi che creano tante possibilità di crescita, emotiva e cognitiva insieme, per fare evolvere le potenzialità di tutti e di ciascuno, creare la disponibilità nei bambini a fidarsi ad essere accompagnati nell’avventura della conoscenza. La scuola promuove lo star bene e sereno apprendimento attraverso la cura degli ambienti, la predisposizione degli spazi educativi, la conduzione attenta dell’intera giornata scolastica”.

Un bambino che sta bene, cresce bene, quindi è un bambino che riesce ad esprimere anche le proprie emozioni. Questa capacità non è scontata, non semplice, ma importante per poter dare risposta (o almeno provarci!) alle domande: chi sono io? Cosa mi piace? Cosa mi fa star bene? Io mi sento così, e tu?

Aggiungiamo un altro passaggio…

“Ogni persona è un’isola in se stessa, e lo è in un senso molto reale, e può gettare dei ponti verso le altre isole solamente se vuole ed è in grado di essere se stessa“. (Carl R. Rogers)

Da qui l’idea importante di stare bene anche con l’altro, di accogliere il diverso da sé: una piattaforma di lancio verso le chiare linee guida adottate in applicazione della legge 20 agosto 2019, sull’introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica che la scuola italiana ha introdotto da questo anno scolastico 2020-21.

“Sono infatti soprattutto i campi di esperienza individuati dalle indicazioni nazionali per il curricolo che si riferiscono proprio al graduale sviluppo della consapevolezza della identità personale, della percezione di quelle altrui, delle affinità e delle differenze che contraddistinguono le persone, così come la maturazione progressiva del rispetto di sé e degli altri, della salute e del benessere, della prima conoscenza dei fenomeni culturali” (Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica. La scuola dell’infanzia)

Alla scuola è stato affidato un compito importante: costruire i nuovi cittadini del mondo.

“In quanto comunità educante, la scuola genera una diffusa convivialità relazionale, intessuta di linguaggi affettivi ed emotivi, ed è in grado di promuovere la condivisione di quei valori che fanno sentire i membri della società come parte di una comunità vera e propria. La scuola affianca al compito “dell’insegnare ad apprendere” quello “dell’insegnare a essere”. (Indicazioni nazionali, 2012).

L’educazione alla cittadinanza ha come fine la formazione di un profondo senso di responsabilità nei confronti della comunità, delle persone e del mondo, che vede nelle norme un nuovo senso di appartenenza rispettoso e partecipato.

È necessario costruire apprendimenti significativi riguardo ai temi dell’appartenenza al gruppo, al confronto tra culture, al rispetto della diversità e all’educazione alla pace, tolleranza e solidarietà, tutto questo ci porta al primo riconoscimento dei diritti e dei doveri.

Non possiamo esimerci dall’intraprendere un percorso su “I diritti dei bambini’’ poiché ognuno di loro è soggetto di diritti e prioritariamente porta in sé quello di essere rispettato e valorizzato nella propria identità, unicità, differenza e nei propri tempi di sviluppo e di crescita.

La convenzione Internazionale sui diritti dell’infanzia sottolinea che ogni Stato si faccia carico della preparazione dei bambini ad una vita individuale e nella società che sia sempre coerente con gli ideali di pace, dignità, libertà, uguaglianza e solidarietà.

Il 20 Novembre 2020 ricorre la giornata Mondiale dei diritti dei bambini: la scuola si pone a tutela dei diritti dell’infanzia, per cui ci proponiamo di educare, attraverso le piccole azioni quotidiane di cooperazione e convivenza, al rispetto di ognuno.

Il nostro progetto parte dall’identità di ciascun bambino e si muove idealmente verso gli altri e il mondo, e vede nei piccoli gesti di ogni giorno la nascita dei cittadini di domani.

I bambini sono dotati di straordinarie potenzialità di apprendimento e di cambiamento, di molteplici risorse affettive, relazionali, intellettive che si esplicano in uno scambio incessante con il contesto culturale e sociale.

La scuola dell’infanzia diventa un luogo di incontro in cui i bambini si conoscono, inventano, scoprono, giocano, ascoltano, comunicano, sognano, condividono con altri idee ed esperienze ed imparano il piacere di stare insieme.

Infine conosceremo con i bambini luoghi della città che ci aiuteranno a sviluppare un sentimento di appartenenza al territorio.

Il ben-essere quindi nella sua interezza, inteso in senso ampio, può accogliere e coinvolgere il mondo che ci sta attorno, la natura, gli animali, le relazioni con gli altri, siano esse persone vicine o lontane.

C’è il famoso manifesto da Gianfranco Zavalloni [1]che ben più di tante parole, ha spiegato in maniera semplice, tangibile, esperienziale e attualissima i diritti naturali dei bimbi e bimbe e può aiutarci a capire che cosa vuol dire star bene nella scuola dell’infanzia, anche al tempo di Covid 19: i bambini indicheranno il percorso annuale da seguire insieme per raggiungere la meta finale, il ben-essere.

[1]G. Zavalloni, La pedagogia della lumaca. Per una scuola lenta e nonviolenta, EMI 2008.

1 IL DIRITTO ALL’OZIO

a vivere momenti di tempo non programmato dagli adulti

2 IL DIRITTO A SPORCARSI

a giocare con la sabbia, la terra, l’erba, le foglie, l’acqua, i sassi, i rametti

3 IL DIRITTO AGLI ODORI

a percepire il gusto degli odori, riconoscere i profumi offerti dalla natura

4 IL DIRITTO AL DIALOGO

ad ascoltatore e poter prendere la parola, interloquire e dialogare

5 IL DIRITTO ALL’USO DELLE MANI

a piantare chiodi, segare e raspare legni, scartavetrare,

incollare, plasmare la creta, legare corde, accendere un fuoco

6 IL DIRITTO AD UN BUON INIZIO

a mangiare cibi sani fin dalla nascita, bere acqua pulita e respirare aria pura

7 IL DIRITTO ALLA STRADA

a giocare in piazza liberamente, a camminare per le strade

8 IL DIRITTO AL SELVAGGIO

a costruire un rifugio-gioco nei boschetti, ad avere canneti in cui nascondersi, alberi su cui arrampicarsi

9 IL DIRITTO AL SILENZIO

ad ascoltare il soffio del vento, il canto degli uccelli, il gorgogliare dell’acqua

10 IL DIRITTO ALLE SFUMATURE

a vedere il sorgere del sole e il suo tramonto, ad ammirare, nella notte, la luna e le stelle

OBIETTIVI

  • Sviluppare il senso dell’identità personale;
  • Distinguere e rispettare le diversità che si riconoscono nei compagni e in se stesso, nei gusti e nelle esperienze;
  • Esprimere verbalmente le proprie emozioni, idee, preferenze;
  • Riconoscere situazioni che creano benessere o malessere;
  • Conoscere, condividere e interiorizzare le regole di vita sociale attraverso il rispetto di sé, degli altri e del materiale;
  • Ampliare il proprio bagaglio lessicale;
  • Accrescere la capacità di attenzione e ascolto;
  • Utilizzare nelle attività grafico –pittoriche materiale di recupero in modo creativo e fantasioso;
  • Usare adeguatamente gli strumenti a disposizione;
  • Prendere consapevolezza del proprio corpo e delle sue parti in situazioni statiche e dinamiche;
  • Sviluppare le abilità logico-matematiche.

LABORATORI

LA BIBLIOTECA SCOLASTICA E IL PRESTITO LIBRARIO

“I libri……..fanno sognare”

Già da diversi anni la nostra scuola ha istituito uno spazio dedicato alla scelta, alla lettura e all’ascolto di racconti, favole, storie nuove: la biblioteca scolastica. Quest’anno, a causa delle restrizioni dovute alle norme anticovid, abbiamo dovuto rinunciare all’utilizzo comune di spazi, pertanto il prestito librario si svolgerà all’interno delle singole sezioni, ma con le stesse modalità. Per continuare a garantire ai bambini l’opportunità di vivere la lettura come un’esperienza emotivamente ricca e stimolante, daremo loro la possibilità di scegliere fra una ampia gamma di libri, che li portino a vivere esperienze sensoriali, tattili, visive, emotive, sonore, cognitive che rispecchiano bisogni legati a quel preciso momento e alla loro fascia di età.

E’ molto importante che il primo impatto con la lettura sia il più positivo possibile, perché se sperimentato con piacere intenso nell’infanzia, diventerà in seguito, oggetto di una passione che si amplierà sempre di più in una sete di nuovi incontri e nuove conquiste.

Il libro così affascinante, misterioso, magico a volte anche inquietante, avvolge il bambino, lo fa navigare in un mare di emozioni, lo introduce in un mondo immaginario, alla scoperta di nuovi orizzonti, di nuovi paesaggi, che lasciano un segno dentro, uno stupore che traspare negli occhi di chi ascolta.

Mondi inesplorati che stimolano l’immaginazione, amplificano le emozioni, aprono le menti, accompagnano e non abbandonano, rimangono dentro, raggiungono l’inconscio e mettono a contatto con verità nascoste che aspettano solo di essere sollecitate, lasciano un segno così profondo nell’anima che il bambino ne conserverà le tracce nel tempo.

Il bambino, anche all’interno della propria aula, avrà molte occasioni di accostarsi al libro: sfogliare le pagine, osservare le figure, scoprire quale magia nascondono le illustrazioni e soprattutto lasciarsi trasportare estasiato da una voce narrante all’interno di un clima di attesa che predispone gli animi di chi ascolta e di chi conduce la lettura.

In un giorno prestabilito della settimana creeremo il “momento del prestito”: disporremo i libri in modo che i bambini possano visionarli con calma e adeguatamente. Ciò significherà anche «prendersi del tempo» nel momento del racconto di una storia, curare l’attesa che precede la lettura, che non deve essere imposta da una voce parlante, ma deve nascere spontanea: sedersi dinanzi ai bambini con un libro in mano, osservarli e attendere che la loro curiosità abbia il sopravvento. E’ come una magia quest’attesa che convoglia ad uno ad uno lo sguardo di ogni bambino in direzione di chi conduce la lettura, finchè non c’è altro che silenzio ed è allora che la «storia» inizia.

In un clima calmo, rilassato e disteso, il bambino si predispone all’ascolto, abbassa le difese e si prepara ad accogliere il nuovo, l’ignoto, inizia a condividere un qualcosa con chi legge e nelle «pause», la sua mente crea e inizia a viaggiare lungo i sentieri della propria fantasia.

I racconti, infatti, attraverso personaggi comuni e storie quotidiane, rappresentano problemi ed indicano strade e strategie per risolverli.

Non si racconta al bambino, ma con il bambino, perché durante il racconto si percepiscono le emozioni e l’umore di chi ascolta, viene a crearsi un collegamento che porta ad avere un qualcosa in comune, si trova quello stretto passaggio nell’interiorità che ci permette di sentire empaticamente l’altro. La parola può creare e coltivare un dialogo che ha un inizio, ma deve anche crescere ed evolversi nel tempo.

Dopo il momento dell’ascolto, si offre al bambino la possibilità di scegliere liberamente il libro che preferisce. Il prestito librario gli consente di trasportare nell’ambiente familiare un qualcosa della scuola da condividere in tutta tranquillità con i genitori, ma che lo aiuterà anche ad imparare la cura e il rispetto verso i libri che sceglie di portare con sé.

PROGETTO PSICOMOTRICITA’

La psicomotricità, alla scuola dell’infanzia, svolge un ruolo sia educativo che preventivo, attraverso un’azione al centro della quale si trova il bambino, con la propria storia e i propri bisogni.

Nell’attività psicomotoria, il corpo può trovare uno spazio e un tempo in cui agire, per esplorare, vivere, comunicare, esprimere, modificare, rielaborare.

Le azioni si strutturano a diversi livelli e portano il bambino da una fase in cui agisce e vive con il corpo, ad una fase in cui con il corpo comunica e pensa.

La psicomotricità è un insegnamento-apprendimento che si colloca a fianco delle attività manuali, grafico-pittoriche, logico-matematiche, linguistiche, e ne rielabora i contenuti, a partire dalla messa in gioco del corpo, con tutte le connotazioni di ordine cognitivo ed affettivo che questo comporta.

E’ un insegnamento interdisciplinare, collocato all’interno di uno spazio definito, la palestra, in cui il bambino si riconosce, perché è uno spazio ben strutturato e distinto da altri.

In questo processo di sviluppo psico-corporeo verso l’autonomia, e di prevenzione verso forme di disagio e di disadattamento nei confronti di sé e dell’ambiente circostante, l’insegnante ha un ruolo di ascolto e di mediazione.

Il gioco, nelle sue innumerevoli forme, sarà sempre presente in tutte le proposte che il bambino vivrà nella palestra, in un costante equilibrio tra spontaneità e richiesta, tra creatività e adattamento, e in cui la relazione, con i pari e con l’adulto, sarà significativa per dare fiducia, contenimento, incoraggiamento e rassicurazione.

LA VALUTAZIONE

Dalle Indicazioni Nazionali

“…i docenti dovranno pensare a realizzare i loro progetti educativi e didattici non per individui astratti, ma per persone che vivono il qui e ora, che sollevano precise domande esistenziali, che vanno alla ricerca di orizzonti di significato. Sin dai primi anni è importante che i docenti definiscano le loro risposte in relazione costante con i bisogni fondamentali e i desideri dei bambini…”.

Seguendo le Indicazioni Nazionali e riconoscendo l’importanza di questa prassi educativa, mettiamo molta cura e attenzione per elaborare una valutazione efficace al percorso educativo.

La valutazione non vuol dire giudicare, ma significa conoscere e capire i bambini e il contesto scolastico. Essa è un elemento della professionalità dell’insegnante per orientare al meglio la propria azione educativa.

Azione educativa che si serve di due elementi molto importanti: l’ascolto e l’osservazione dei bambini. Nei diversi momenti della giornata scolastica, attraverso questi strumenti, raccogliamo degli elementi significativi, “le tracce”, che costituiscono il loro vissuto fatto di interessi, curiosità, storie personali, preziose per poter elaborare un progetto didattico partecipato e condiviso.

La valutazione ha diverse fasi: INIZIALE, FORMATIVA E FINALE.

VALUTAZIONE INIZIALE PER

  • DEFINIRE UN PROFILO DEL BAMBINO

      (potenzialità, bisogni, obiettivi da perseguire)

  • STRINGERE UN PATTO EDUCATIVO CON LA FAMIGLIA
  • CONDIVIDERE CON IL BAMBINO IL PERCORSO
  • ORGANIZZARE SPAZI, ATTIVITA’, LABORATORI, TEMPI

VALUTAZIONE FORMATIVA

La valutazione formativa accompagna il percorso di apprendimento in itinere e si basa non solo sulle prestazioni osservabili, ma soprattutto sui processi. Questo significa che non si occupa solo dei contenuti espliciti (cose da imparare) ma anche dei fattori di processo, cioè di quelli che entrano in gioco nel processo di apprendimento: le strategie, gli stili personali di apprendimento, le attitudini, le miscredenze, gli atteggiamenti e le motivazioni.

QUALI STRUMENTI UTILIZZIAMO NELLA VALUTAZIONE FORMATIVA?

  • LE INTERVISTE AI BAMBINI
  • I COLLOQUI
  • LE BUONE DOMANDE
  • LE OSSERVAZIONI MIRATE DELL’INSEGNANTE
  • L’AUTOVALUTAZIONE DEL BAMBINO

AUTOVALUTAZIONE DEL BAMBINO PERCHE’?

  • PER AVERE CONSAPEVOLEZZA DEL MIO MODO DI APPRENDERE
  • PER MIGLIORARE L’AUTOSTIMA
  • PER SUPERARE GLI STILI DI ATTRIBUZIONE AL DI FUORI DI ME
  • PER SENTIRMI PARTE ATTIVA DEL MIO PROCESSO DI APPRENDIMENTO
  • PER DARE SIGNIFICABILITA’ ALL’IMPEGNO SCOLASTICO

COSA FACCIAMO PER COSTRUIRE UN ATTEGGIAMENTO RIFLESSIVO NEI BAMBINI?

  • PRESTIAMO ATTENZIONE al nostro linguaggio che non deve essere valorizzante, giudicante e colpevolizzante.
  • PRESTIAMO ATTENZIONE ai processi più che ai prodotti.
  • CI CONFRONTIAMO tra colleghi sull’idea della valutazione.
  • CREDIAMO NELLE POTENZIALITA’ dei bambini.
  • PROMUOVIAMO l’autonomia decisionale.
  • RIVALUTIAMO L’ERRORE come mezzo per imparare da se stessi.
  • DIAMO PAROLA ai bambini promuovendo la discussione pratica.
  • VALORIZZIAMO attività e giochi spontanei.
  • COSTRUIAMO il clima di accettazione all’interno delle sezioni.
  • CHIEDIAMO ai bambini la giustificazione delle loro teorie.
  • VALORIZZIAMO il pensiero divergente.
  • INDIVIDUIAMO percorsi atti alla costruzione della buona immagine di sé.
  • SCEGLIAMO proposte graduali per promuovere il successo scolastico.
  • PRESTIAMO ATTENZIONE ai processi più che ai prodotti.

VALUTAZIONE FINALE PER

  • FAR SI’ CHE IL BAMBINO RICONOSCA LE PROPRIE CAPACITA’ E I PROPRI LIMITI
  • DESCRIVERE I PROGRESSI PIU’ CHE MISURARLI
  • PASSAGGIO DI INFORMAZIONI ALL’ORDINE DI SCUOLA SUCCESSIVO

COME?

  • ATTRAVERSO INTERVISTE
  • ANALISI DEGLI ELABORATI REALIZZATI
  • OSSERVAZIONI DURANTE LE ATTIVITA’
  • DOCUMENTAZIONE

L’AUTOVALUTAZIONE DELL’INSEGNANTE

La valutazione non coinvolge solo i bambini ma in primis le insegnanti e l’intero sistema educativo. E’ fondamentale per noi l’autovalutazione come modalità riflessiva:

  • SULL’INTERA ORGANIZZAZIONE, SULL’OFFERTA FORMATIVA E SULLA DIDATTICA
  • SULLE SCELTE DEL PROPRIO OPERATO E SULLE AZIONI IN RISPOSTA AI BISOGNI DEI BAMBINI
  • SULLA METODOLOGIA E SULLA PROPRIA MEDIAZIONE
  • SULLA CONSAPEVOLEZZA DEI PROPRI PREGIUDIZI CHE STANNO ALLA BASE DEL PROPRIO MODO DI RAGIONARE

L’AUTOVALUTAZIONE DELL’INSEGNANTE PER

  •  MIGLIORARE                                                                
  • RENDICONTARE
  • COOPERARE                      
  • MODIFICARE         

L’AUTOVALUTAZIONE: CON QUALI STRUMENTI?

  • INCONTRI COLLETTIVI DI PROGRAMMAZIONE
  • VERIFICA E RELAZIONE FINALE DEL PROGETTO DIDATTICO
  • DOCUMENTAZIONE COME MEMORIA DI UN PERCORSO CONSULTABILE E FRUIBILE DA SE STESSI E DAI COLLEGHI

ENGLISHLAND

Premessa

Perché l’insegnamento della lingua inglese alla scuola dell’infanzia?

E’ oramai riconosciuta l’importanza, per ogni cittadino, di conoscere più lingue per riuscire ad essere in contatto con le diverse culture del mondo. Oggigiorno tutta la nostra società è multiculturale, vista la ricca presenza di persone provenienti da diversi paesi e perciò c’è sempre più la necessità di conoscere linguaggi condivisi.

Come si sottolinea nelle Indicazioni Nazionali per i Piani Personalizzati delle attività educative, “…apprendere i primi elementi di un’altra lingua è operazione importante e delicata perché ogni lingua non dà solo l’impronta dell’espressione del pensiero, ma ne costituisce in gran parte l’essenza. Essa, infatti, è una struttura che forma sensibilità, genera idee, modi di vivere, di sentire e di giudicare”.

Entrare in confidenza con un’altra lingua perciò è un incontro con un’altra cultura, un altro modo di esprimersi con una gestualità e una diversa organizzazione della vita. Questo pone le premesse per offrire al bambino la possibilità di arricchire il proprio bagaglio cognitivo, di conoscere e accettare contesti culturali diversi dal proprio, ampliare la sfera dei rapporti con altre persone, disponendosi al dialogo e alla comprensione reciproca.

Cominciare fin dalla scuola dell’infanzia è opportuno in quanto l’età più ricettiva per l’apprendimento, soprattutto di una lingua straniera, è proprio fra i 3 e i 5 anni.

Il gioco sarà ovviamente il metodo educativo attraverso il quale imposteremo le attività che accompagneranno all’acquisizione di nuovi vocaboli, nuovi suoni, nuove modalità espressive. Utilizzando la musica, il movimento del corpo, l’ascolto, le immagini di oggetti conosciuti, la ripetizione verbale, i bambini potranno imparare in modo naturale e diretto, ma soprattutto in modo divertente e allegro perché ogni apprendimento per essere interiorizzato deve stimolare in ognuno di noi la sfera affettiva ed emotiva.

Il progetto si svolgerà dal mese di gennaio 2020 al mese di maggio 2021 e vedrà coinvolti i bambini all’interno del proprio gruppo-sezione in un giorno prestabilito della settimana. Il progetto si svolgerà nell’aula di inglese.

Englishland, la nostra aula di inglese, è ampia e caratterizzata con immagini tipiche inglesi: dai cibi ai giocattoli, dai mezzi di trasporto ai monumenti più famosi, dal saluto alla regina alla bandiera.

E’ presente anche una lavagna multitouch, cioè una lavagna che, collegata a un PC, diventa un computer a schermo gigante. Ci permette di vedere filmati, fare ricerche e, grazie a programmi appositamente studiati, operare direttamente sullo schermo con il tocco delle dita. Uno strumento all’avanguardia nell’apprendimento che viene utilizzato non solo per la lingua inglese, ma ogni qualvolta può essere utile alle attività didattiche.

OBIETTIVI

  • Riconoscere i principali suoni della lingua inglese
  • Riprodurre canti e filastrocche con giusta intonazione
  • Comprendere ed eseguire semplici comandi
  • Associare immagini a parole
  • Conoscere e utilizzare in modo appropriato le principali forme di saluto
  • Dare e chiedere informazioni sulla propria identità e su quella dell’altro
  • Conoscere i numeri fino a 10
  • Conoscere i colori
  • Individuare e nominare le parti del corpo
  • Riconoscere e nominare semplici attività motorie: correre, saltare, girare, ecc.
  • Saper comunicare con frasi semplici le proprie preferenze: I like…