Progetti del Plesso Infanzia Carducci

Progetto didattico 2019-2020: CIO’ CHE LA MUSICA PUO’

Progetto musicale a cura di Gaia Zappi: ADAGIOASSAI LABORATORIO PROPEDEUTICO PER CRESCERE CON LA MUSICA

Progetto di lingua inglese: ENGLISHLAND

Cio’ che la musica puoʽ

Né fa meraviglia

 che l’udito prenda diletto da suoni diversi,

dal momento che la vista si compiace della varietà dei colori,

 che l’olfatto gode della varietà degli odori,

che la lingua prende piacere dal variare dei sapori.

In tal modo infatti attraverso la finestra del corpo

la dolcezza delle sensazioni piacevoli

mirabilmente penetra fin nell’intimo del cuore

(Guido d’Arezzo).


Premessa

La musica svolge un ruolo fondamentale nella vita del bambino che, grazie ad essa, sviluppa capacità di introspezione, di comprensione e di comunicazione, rafforzando l’attitudine di alimentare la propria immaginazione e la propria creatività.

Il progetto didattico che ci apprestiamo ad affrontare quest’anno nasce da un grande privilegio che la nostra scuola può vantare: la collaborazione con l’insegnante diplomata al conservatorio in pianoforte Gaia Zappi. La sua esperienza maturata in 25 anni di insegnamento, ci dà la possibilità di affrontare con i nostri alunni un percorso completo di propedeutica musicale che si svilupperà durante tutto l’anno scolastico (vedi pagina Progetto musicale). Gaia inoltre utilizzerà un pianoforte presente all’interno della nostra scuola per sviluppare le attività che proporrà ai bambini.

Partendo da queste attività le insegnanti amplieranno il percorso didattico a tutti i campi di esperienza per far sì che l’enorme potenziale di apprendimento che riveste la musica, possa espandersi a tutte le dimensioni dello sviluppo del bambino nell’ottica di una crescita globale.

Le esperienze con Gaia verranno commentate e analizzate in conversazioni di gruppo per raccogliere emozioni, curiosità, dubbi, richieste che avranno suscitato nei bambini. Questo sarà il trampolino di lancio per affrontare un percorso parallelo, ma strettamente interconnesso con quello puramente musicale, nel quale sperimenteremo con il corpo, con la ricerca, con l’elaborazione di elaborati grafico-pittorici-manipolativi le esperienze sonoro-musicali.

Il progetto scolastico avrà lo scopo principale di sottolineare ulteriormente il progetto musicale svolto con Gaia Zappi, aiutando i bambini ad interiorizzare maggiormente le competenze acquisite e a utilizzarle nei diversi ambiti della conoscenza. Fare musica infatti favorisce il coordinamento motorio, l’attenzione, la concentrazione, il ragionamento logico, la memoria, l’espressione di sé e la socializzazione.

Spesso si parla di musica e di competenza musicale anche per i più piccoli associando il tutto alla capacità di cantare o iniziare in maniera propedeutica a suonare uno strumento. In realtà è importante incoraggiare l’attività di scoperta e di creazione, per abituarsi ad un nuovo modo di ascoltare, pertanto verranno incoraggiate tutte quelle proposte, idee, ipotesi dei bambini che li portino in questa direzione, così come sottolineato anche dalle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia:

  “La musica è un’esperienza universale che si manifesta in modi e generi diversi, tutti di pari dignità, carica di emozioni e ricca di tradizioni culturali. Il bambino, interagendo con il paesaggio sonoro, sviluppa le proprie capacità cognitive e relazionali, impara a percepire, ascoltare, ricercare e discriminare i suoni all’interno di contesti di apprendimento significativi. Esplora le proprie possibilità sonoro-espressive e simbolico-rappresentative, accrescendo la fiducia nelle proprie potenzialità. L’ascolto delle produzioni sonore personali lo apre al piacere di fare musica e alla condivisione di repertori appartenenti a vari generi musicali.”

Le insegnanti cureranno il passaggio da un’attività all’altra con proposte creative al fine di far percepire al bambino in modo naturale la continuità del senso musicale pur in attività differenti. Le attività si integreranno fra di loro e si adatteranno nel loro susseguirsi a seconda delle esigenze collettive, ma anche individuali che possano emergere.

“Educare i bambini non significa farli uscire dallo stato di vuoto musicale in cui si suppone essi si trovino per portarli ad un determinato livello di competenza, al contrario significa sviluppare un’attività ludica che è già presente in loro e che è in definitiva la sorgente stessa del gioco musicale”. (Francois Delalande)

OBIETTIVI

  • Accrescere la capacità di attenzione e ascolto;
  • Eseguire semplici ritmi;
  • Sviluppare la capacità di partecipare al gioco rispettandone le dinamiche e le regole;
  • Usare adeguatamente gli strumenti a disposizione;
  • Sviluppare la motricità fine e le capacità grosso motorie;
  • Aprirsi al piacere della musica e alle emozioni che essa suscita;
  • Prendere consapevolezza dell’associazione movimento del corpo/suono quiete/silenzio;
  • Prendere consapevolezza del proprio gesto sonoro (voce, strumenti, movimento) e della sua influenza sull’ambiente;
  • Sapersi orientare nell’associazione suono/rappresentazione grafica;
  • Esprimersi con soddisfazione;
  • Rafforzare le prima fondamenta della socializzazione;
  • Ampliare il proprio bagaglio lessicale.

LABORATORI

LA BIBLIOTECA SCOLASTICA E IL PRESTITO LIBRARIO

“I libri……..fanno sognare”

La necessità di avere all’interno della scuola dell’infanzia uno spazio dedicato alla scelta, alla lettura e all’ascolto di racconti, favole, storie nuove nasce anche dall’esigenza di offrire ai bambini l’opportunità di vivere la lettura in una dimensione diversa, emotivamente più ricca e stimolante, mettendoli a contatto con una vasta gamma di libri, che li portino a vivere esperienze sensoriali, tattili, visive, emotive, sonore, cognitive che rispecchiano bisogni legati a quel preciso momento e alla loro fascia di età.

E’ molto importante che il primo impatto con la lettura sia il più positivo possibile, perché se sperimentato con piacere intenso nell’infanzia, diventerà in seguito, oggetto di una passione che si amplierà sempre di più in una sete di nuovi incontri e nuove conquiste.

Il libro così affascinante, misterioso, magico a volte anche inquietante, avvolge il bambino, lo fa navigare in un mare di emozioni, lo introduce in un mondo immaginario, alla scoperta di nuovi orizzonti, di nuovi paesaggi, che lasciano un segno dentro, uno stupore che traspare negli occhi di chi ascolta.

Mondi inesplorati che stimolano l’immaginazione, amplificano le emozioni, aprono le menti, accompagnano e non abbandonano, rimangono dentro, raggiungono l’inconscio e mettono a contatto con verità nascoste che aspettano solo di essere sollecitate, lasciano un segno così profondo nell’anima che il bambino ne conserverà le tracce nel tempo.

Il bambino nella biblioteca ha molte occasioni di accostarsi al libro: sfogliare le pagine, osservare le figure, scoprire quale magia nascondono le illustrazioni e soprattutto lasciarsi trasportare estasiato da una voce narrante all’interno di un clima di attesa che predispone gli animi di chi ascolta e di chi conduce la lettura.

Creare uno spazio biblioteca significa anche «prendersi del tempo» nel momento del racconto di una storia, curare l’attesa che precede la lettura, che non deve essere imposta da una voce parlante, ma deve nascere spontanea: sedersi dinanzi ai bambini con un libro in mano, osservarli e attendere che la loro curiosità abbia il sopravvento. E’ come una magia quest’attesa che convoglia ad uno ad uno lo sguardo di ogni bambino in direzione di chi conduce la lettura, finchè non c’è altro che silenzio ed è allora che la «storia» inizia.

In un clima calmo, rilassato e disteso, il bambino si predispone all’ascolto, abbassa le difese e si prepara ad accogliere il nuovo, l’ignoto, inizia a condividere un qualcosa con chi legge e nelle «pause», la sua mente crea e inizia a viaggiare lungo i sentieri della propria fantasia.

I racconti, infatti, attraverso personaggi comuni e storie quotidiane, rappresentano problemi ed indicano strade e strategie per risolverli.

Non si racconta al bambino, ma con il bambino, perché durante il racconto si percepiscono le emozioni e l’umore di chi ascolta, viene a crearsi un collegamento che porta ad avere un qualcosa in comune, si trova quello stretto passaggio nell’interiorità che ci permette di sentire empaticamente l’altro. La parola può creare e coltivare un dialogo che ha un inizio, ma deve anche crescere ed evolversi nel tempo.

Attraverso l’allestimento di una biblioteca più ricca, si offre al bambino la possibilità di una scelta più ampia anche per quanto riguarda il prestito librario, occasione che gli consente di trasportare nell’ambiente familiare un qualcosa della scuola da condividere in tutta tranquillità con i genitori, ma che lo aiuterà anche ad imparare la cura e il rispetto verso i libri che sceglie di portare con sé.

PROGETTO PSICOMOTRICITA’

La psicomotricità, alla scuola dell’infanzia, svolge un ruolo sia educativo che preventivo, attraverso un’azione al centro della quale si trova il bambino, con la propria storia e i propri bisogni.

Nell’attività psicomotoria, il corpo può trovare uno spazio e un tempo in cui agire, per esplorare, vivere, comunicare, esprimere, modificare, rielaborare.

Le azioni si strutturano a diversi livelli e portano il bambino da una fase in cui agisce e vive con il corpo, ad una fase in cui con il corpo comunica e pensa.

La psicomotricità è un insegnamento-apprendimento che si colloca a fianco delle attività manuali, grafico-pittoriche, logico-matematiche, linguistiche, e ne rielabora i contenuti, a partire dalla messa in gioco del corpo, con tutte le connotazioni di ordine cognitivo ed affettivo che questo comporta.

E’ un insegnamento interdisciplinare, collocato all’interno di uno spazio definito, la palestra, in cui il bambino si riconosce, perché è uno spazio ben strutturato e distinto da altri.

In questo processo di sviluppo psico-corporeo verso l’autonomia, e di prevenzione verso forme di disagio e di disadattamento nei confronti di sé e dell’ambiente circostante, l’insegnante ha un ruolo di ascolto e di mediazione.

Il gioco, nelle sue innumerevoli forme, sarà sempre presente in tutte le proposte che il bambino vivrà nella palestra, in un costante equilibrio tra spontaneità e richiesta, tra creatività e adattamento, e in cui la relazione, con i pari e con l’adulto, sarà significativa per dare fiducia, contenimento, incoraggiamento e rassicurazione.

LA VALUTAZIONE

Dalle Indicazioni Nazionali

“…i docenti dovranno pensare a realizzare i loro progetti educativi e didattici non per individui astratti, ma per persone che vivono il qui e ora, che sollevano precise domande esistenziali, che vanno alla ricerca di orizzonti di significato. Sin dai primi anni è importante che i docenti definiscano le loro risposte in relazione costante con i bisogni fondamentali e i desideri dei bambini…”.

Seguendo le Indicazioni Nazionali e riconoscendo l’importanza di questa prassi educativa, mettiamo molta cura e attenzione per elaborare una valutazione efficace al percorso educativo.

La valutazione non vuol dire giudicare, ma significa conoscere e capire i bambini e il contesto scolastico. Essa è un elemento della professionalità dell’insegnante per orientare al meglio la propria azione educativa.

Azione educativa che si serve di due elementi molto importanti: l’ascolto e l’osservazione dei bambini. Nei diversi momenti della giornata scolastica, attraverso questi strumenti, raccogliamo degli elementi significativi, “le tracce”, che costituiscono il loro vissuto fatto di interessi, curiosità, storie personali, preziose per poter elaborare un progetto didattico partecipato e condiviso.

La valutazione ha diverse fasi: INIZIALE, FORMATIVA E FINALE.

VALUTAZIONE INIZIALE PER

  • DEFINIRE UN PROFILO DEL BAMBINO

      (potenzialità, bisogni, obiettivi da perseguire)

  • STRINGERE UN PATTO EDUCATIVO CON LA FAMIGLIA
  • CONDIVIDERE CON IL BAMBINO IL PERCORSO
  • ORGANIZZARE SPAZI, ATTIVITA’, LABORATORI, TEMPI

VALUTAZIONE FORMATIVA

La valutazione formativa accompagna il percorso di apprendimento in itinere e si basa non solo sulle prestazioni osservabili, ma soprattutto sui processi. Questo significa che non si occupa solo dei contenuti espliciti (cose da imparare) ma anche dei fattori di processo, cioè di quelli che entrano in gioco nel processo di apprendimento: le strategie, gli stili personali di apprendimento, le attitudini, le miscredenze, gli atteggiamenti e le motivazioni.

QUALI STRUMENTI UTILIZZIAMO NELLA VALUTAZIONE FORMATIVA?

  • LE INTERVISTE AI BAMBINI
  • I COLLOQUI
  • LE BUONE DOMANDE
  • LE OSSERVAZIONI MIRATE DELL’INSEGNANTE
  • L’AUTOVALUTAZIONE DEL BAMBINO

AUTOVALUTAZIONE DEL BAMBINO PERCHE’?

  • PER AVERE CONSAPEVOLEZZA DEL MIO MODO DI APPRENDERE
  • PER MIGLIORARE L’AUTOSTIMA
  • PER SUPERARE GLI STILI DI ATTRIBUZIONE AL DI FUORI DI ME
  • PER SENTIRMI PARTE ATTIVA DEL MIO PROCESSO DI APPRENDIMENTO
  • PER DARE SIGNIFICABILITA’ ALL’IMPEGNO SCOLASTICO

COSA FACCIAMO PER COSTRUIRE UN ATTEGGIAMENTO RIFLESSIVO NEI BAMBINI?

  • PRESTIAMO ATTENZIONE al nostro linguaggio che non deve essere valorizzante, giudicante e colpevolizzante.
  • PRESTIAMO ATTENZIONE ai processi più che ai prodotti.
  • CI CONFRONTIAMO tra colleghi sull’idea della valutazione.
  • CREDIAMO NELLE POTENZIALITA’ dei bambini.
  • PROMUOVIAMO l’autonomia decisionale.
  • RIVALUTIAMO L’ERRORE come mezzo per imparare da se stessi.
  • DIAMO PAROLA ai bambini promuovendo la discussione pratica.
  • VALORIZZIAMO attività e giochi spontanei.
  • COSTRUIAMO il clima di accettazione all’interno delle sezioni.
  • CHIEDIAMO ai bambini la giustificazione delle loro teorie.
  • VALORIZZIAMO il pensiero divergente.
  • INDIVIDUIAMO percorsi atti alla costruzione della buona immagine di sé.
  • SCEGLIAMO proposte graduali per promuovere il successo scolastico.
  • PRESTIAMO ATTENZIONE ai processi più che ai prodotti.

VALUTAZIONE FINALE PER

  • FAR SI’ CHE IL BAMBINO RICONOSCA LE PROPRIE CAPACITA’ E I PROPRI LIMITI
  • DESCRIVERE I PROGRESSI PIU’ CHE MISURARLI
  • PASSAGGIO DI INFORMAZIONI ALL’ORDINE DI SCUOLA SUCCESSIVO

COME?

  • ATTRAVERSO INTERVISTE
  • ANALISI DEGLI ELABORATI REALIZZATI
  • OSSERVAZIONI DURANTE LE ATTIVITA’
  • DOCUMENTAZIONE

L’AUTOVALUTAZIONE DELL’INSEGNANTE

La valutazione non coinvolge solo i bambini ma in primis le insegnanti e l’intero sistema educativo. E’ fondamentale per noi l’autovalutazione come modalità riflessiva:

  • SULL’INTERA ORGANIZZAZIONE, SULL’OFFERTA FORMATIVA E SULLA DIDATTICA
  • SULLE SCELTE DEL PROPRIO OPERATO E SULLE AZIONI IN RISPOSTA AI BISOGNI DEI BAMBINI
  • SULLA METODOLOGIA E SULLA PROPRIA MEDIAZIONE
  • SULLA CONSAPEVOLEZZA DEI PROPRI PREGIUDIZI CHE STANNO ALLA BASE DEL PROPRIO MODO DI RAGIONARE

L’AUTOVALUTAZIONE DELL’INSEGNANTE PER

  •  MIGLIORARE                                                                
  • RENDICONTARE
  • COOPERARE                      
  • MODIFICARE         

L’AUTOVALUTAZIONE: CON QUALI STRUMENTI?

  • INCONTRI COLLETTIVI DI PROGRAMMAZIONE
  • VERIFICA E RELAZIONE FINALE DEL PROGETTO DIDATTICO
  • DOCUMENTAZIONE COME MEMORIA DI UN PERCORSO CONSULTABILE E FRUIBILE DA SE STESSI E DAI COLLEGHI

Adagioassai, laboratorio propedeutico per crescere con la musica

a cura di Gaia Zappi

Premessa pedagogica e finalità



Basato sui principi della Slowmusiceducation:

  • Slow: dare e darsi tempo perché l’apprendimento della musica sia un processo profondo quanto lungimirante e i risultati davvero significativi.
  • Music: praticare la musica richiede e non può prescindere dalla pratica, sia essa vocale, corporea o strumentale, persino di ascolto. Ciò coinvolge processi consci e inconsci di acquisizione ed elaborazione in un lavoro sinergico di corpo e mente.
  • Education: perché riflessione, curiosità, autonomia e creatività possono nutrire una passione durevole e costruttiva. La musica ci mette in relazione con le cose del mondo, con le emozioni e pensieri, nostri e altrui, ci espone continuamente al valore della differenza.

Il laboratorio, ospitato negli spazi appositamente allestiti della Scuola d’Infanzia Carducci sarà rivolto a tutti i bambini delle tre sezioni della Scuola dell’Infanzia. Pur prevedendo momenti collettivi, i bambini saranno raccolti in piccoli gruppi, tenendo conto prevalentemente della loro età e dell’esperienza musicale pregressa. Con gradualità, i bambini potranno sperimentare e conoscere la musica nelle sue diverse pratiche: dal canto al libero movimento, dal suono di semplici strumenti ritmici e melodici alla lettura intonata e alla scrittura informale.

La cultura musicale in senso lato troverà spazio nel tempo dedicato alle letture a tema musicale e agli ascolti di repertori specifici con particolare attenzione agli “irrinunciabili”: generi, tradizioni, protagonisti, repertori e testi capolavoro della musica di ogni tempo e luogo. La musica d’insieme (vocale e strumentale) sarà comunque la principale pratica.

La curiosità, le osservazioni, i contributi e le ipotesi dei bambini e dei ragazzi costituiranno il filo conduttore del lavoro determinando, per ciascun gruppo, un percorso originale comunque basato su una comune ossatura didattica e un medesimo approccio pedagogico.

La stretta collaborazione con tutte le insegnanti delle tre sezioni, il loro interesse ad approfondire le proposte musicali allargandone il respiro in maniera trasversale e multidisciplinare durante l’orario scolastico e le attività di programmazione annuale, nonché la partecipazione parallela delle stesse insegnanti al corso di formazione “Ciò che la musica può”, presso CDE Cesena, sottolinea il significato attribuito, condiviso e auspicabilmente esperito dai bambini e dalle famiglie a questo percorso educativo.

Certamente una precoce esposizione alla musica, nelle sue diverse manifestazioni, offre innumerevoli vantaggi anche in ambiti extramusicali, ma ciò che più conta è che, col tempo, la musica potrà divenire, non solo e non tanto una piacevole attività settimanale, ma uno strumento familiare e amato di pensiero, espressione e comunicazione, di conoscenza del mondo, delle cose, di sé stessi e degli altri.

Attività

  • Canti e canti gioco.
  • Ascolto in movimento.
  • Esplorazione timbrica di piccole famiglie di strumenti.
  • Osservazioni di fisica acustica sulle modalità di produzione del suono.
  • Prelettura e prescrittura melodica e ritmica.

Obiettivi

  • Esplorazione della propria voce attraverso il canto.
  • Percezione e dialogo sui principali aspetti del discorso musicale.
  • Affinamento dell’orecchio musicale e delle capacità di discriminazione ad esso connesse.
  • Introduzione alla lettura melodica e ritmica tradizionale.
  • Sviluppo dell’audiation (pensiero musicale).

Organizzazione

Gli incontri settimanali avverranno ogni lunedì mattina dal mese di novembre 2019 al mese di maggio 2020 prevalentemente a piccoli gruppi formati in base all’età per un totale di n. 40 ore complessive di attività. La stanza utilizzata è dotata di un pianoforte acustico verticale e di tutti i materiali, gli ausili e le attrezzature necessarie alle attività musicali. Il percorso si concluderà con una piccola restituzione alle famiglie durante la festa di fine anno.

Gaia Zappi

Adagioassai

ENGLISHLAND

Premessa

Perché l’insegnamento della lingua inglese alla scuola dell’infanzia?

E’ oramai riconosciuta l’importanza, per ogni cittadino, di conoscere più lingue per riuscire ad essere in contatto con le diverse culture del mondo. Oggigiorno tutta la nostra società è multiculturale, vista la ricca presenza di persone provenienti da diversi paesi e perciò c’è sempre più la necessità di conoscere linguaggi condivisi.

Come si sottolinea nelle Indicazioni Nazionali per i Piani Personalizzati delle attività educative, “…apprendere i primi elementi di un’altra lingua è operazione importante e delicata perché ogni lingua non dà solo l’impronta dell’espressione del pensiero, ma ne costituisce in gran parte l’essenza. Essa, infatti, è una struttura che forma sensibilità, genera idee, modi di vivere, di sentire e di giudicare”.

Entrare in confidenza con un’altra lingua perciò è un incontro con un’altra cultura, un altro modo di esprimersi con una gestualità e una diversa organizzazione della vita. Questo pone le premesse per offrire al bambino la possibilità di arricchire il proprio bagaglio cognitivo, di conoscere e accettare contesti culturali diversi dal proprio, ampliare la sfera dei rapporti con altre persone, disponendosi al dialogo e alla comprensione reciproca.

Cominciare fin dalla scuola dell’infanzia è opportuno in quanto l’età più ricettiva per l’apprendimento, soprattutto di una lingua straniera, è proprio fra i 3 e i 5 anni.

Il gioco sarà ovviamente il metodo educativo attraverso il quale imposteremo le attività che accompagneranno all’acquisizione di nuovi vocaboli, nuovi suoni, nuove modalità espressive. Utilizzando la musica, il movimento del corpo, l’ascolto, le immagini di oggetti conosciuti, la ripetizione verbale, i bambini potranno imparare in modo naturale e diretto, ma soprattutto in modo divertente e allegro perché ogni apprendimento per essere interiorizzato deve stimolare in ognuno di noi la sfera affettiva ed emotiva.

Il progetto si svolgerà dal mese di novembre 2019 al mese di maggio 2020 tutti i giovedì e vedrà coinvolti i bambini suddivisi in gruppi per fasce d’età, per un’ora ciascuno.

Englishland, la nostra aula di inglese, è ampia e caratterizzata con immagini tipiche inglesi: dai cibi ai giocattoli, dai mezzi di trasporto ai monumenti più famosi, dal saluto alla regina alla bandiera.

E’ presente anche una lavagna multitouch, cioè una lavagna che, collegata a un PC, diventa un computer a schermo gigante. Ci permette di vedere filmati, fare ricerche e, grazie a programmi appositamente studiati, operare direttamente sullo schermo con il tocco delle dita. Uno strumento all’avanguardia nell’apprendimento che viene utilizzato non solo per la lingua inglese, ma ogni qualvolta può essere utile alle attività didattiche.

OBIETTIVI

  • Riconoscere i principali suoni della lingua inglese
  • Riprodurre canti e filastrocche con giusta intonazione
  • Comprendere ed eseguire semplici comandi
  • Comprendere ed eseguire semplici istruzioni per giochi e passatempi di gruppo
  • Associare immagini a parole
  • Conoscere e utilizzare in modo appropriato le principali forme di saluto
  • Dare e chiedere informazioni sulla propria identità e su quella dell’altro
  • Conoscere i numeri fino a 10
  • Conoscere i colori
  • Individuare e nominare le parti del corpo
  • Riconoscere e denominare alcuni giocattoli
  • Riconoscere e denominare alcuni animali